Notizie di cronaca nelle Marche

Una compattezza straordinaria quella dimostrata ieri sera dal consiglio comunale di San Severino. Maggioranza e opposizione hanno approvato all’unanimità una mozione (presentata dai consiglieri Massimo Panicari, Mauro Bompadre e Gabriela Lampa) riguardante il punto nascite di San Severino ma non solo. Il sindaco Rosa Piermattei ha proposto un emendamento al documento: in origine avrebbe impegnato il primo cittadino a chiedere il ripristino del reparto completo in ogni sede e a mettere al corrente l’attuale Ministro Grillo della condotta della Regione Marche, ritenuta limitante per il diritto alla salute, nei confronti del punto nascite di San Severino. Con la proposta della maggioranza, si riproporrà che il Bartolomeo Eustachio diventi ospedale unico provinciale per la sua posizione baricentrica. 

D’accordo sulla mozione, sebbene con qualche dubbio, il consigliere Pietro Cruciani secondo cui “ogni punto nascite vale 1,2 milioni di euro, la Regione ne ha tagliati tre per ricavarne il denaro da dedicare ad altri settori, come ad esempio il sociale. Forse l’ex sindaco Cesare Martini avrebbe dovuto essere più risoluto. Sono favorevole alla mozione ma quale possibilità di riuscita? Servono sette medici, il ripristino delle guardie pediatrica, ostetrico-ginecologica e anestesiologia, nonché la rianimazione o terapia intensiva neonatale”.

Da tutti gli altri, l’invito rivolto al sindaco  a disturbare, almeno, la rotta della politica di Ceriscioli visto che, stando agli esiti delle elezioni parlamentari, il suo partito (il Pd) non rappresenta più che una piccola minoranza di cittadini:

“Abbiamo avuto due sciagure - ha detto Panicari - una creata dalla politica con la chiusura del reparto nascite, e l’altra dal terremoto. Su quest’ultima non possiamo far nulla se non costruire meglio, ma quell’altra abbiamo l’obbligo di contrastarla. Ci sono importanti responsabilità politiche anche da parte della passata amministrazione che si limitò ad appendere solo uno striscione. È stata una politica cieca che non ha capito i bisogni di questi territori. Qui ci si veniva per nascere, oggi ci si viene per morire all’hospice. Se non battiamo i pugni, anche se in ritardo, saremo destinati al declino”.

Per il grillino Bompadre è necessario contrastare il disegno che secondo il suo punto di vista viene perpetrato da qualche anno sui territori montani, ovvero quello dello svuotamento: “Il nostro dovere è almeno quello di disturbare questa rotta. Ceriscioli e suoi sodali sono nostri nemici ed è il momento di non essere timidi sulla sanità, anche perché queste persone sono politicamente dei morti che camminano. Fra due anni ci saranno le lezioni e già ora non rappresentano se non una piccolissima percentuale di cittadini. Le amministrazioni locali devono stoppare la politica regionale. Vorremmo che lei, sindaco, non fosse un Cesare Martini qualunque ma la nostra paladina. Ci stanno prendendo in giro - ha concluso - bisogna dichiarare guerra politica in nome di tutto il territorio, non solo di San Severino. Ci faccia sentire orgogliosi”.

Da parte sua il sindaco, in qualità di assessore alla sanità, non solo ha accolto la mozione ma ha voluto aggiungere un emendamento: “Tutti insieme possiamo fare grandi cose. San Severino è il centro di un vastissimo territorio. Nel nostro punto nascite si rivolgevano partorienti da ben 21 comuni, almeno, compreso purtroppo proprio Fabriano, per cui oggi Ceriscioli tanto si batte. Ci impegniamo dunque - ha sottolineato - a sostenere e promuovere, in tutte le opportune sedi istituzionali, tutte le attività necessarie ed opportune per avviare un’azione politica che consenta all’ospedale di San Severino di avere un reparto completo per le nuove nascite, che comprenda la specializzazione di neonatologia, compresa una unità di cura intensiva neonatale, evidenziando che tale struttura, per la sua posizione baricentrica, si pone come punto di riferimento per la sanità dell’intero territorio maceratese e non solo come avamposto dell’entroterra.

Vogliamo poi dare un respiro ancora più ampio alla sanità del nostro territorio certificando con maggiore peso istituzionale la candidatura del nosocomio a ospedale unico della provincia di Macerata”.

g.g.

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Il comune di Fiuminata ha conferito la cittadinanza onoraria  all'Arma dei Carabinieri.Alla toccante cerimonia, inaugurata dall'inno d'Italia cantato dai bambini delle scuole presso la sede di Protezione civile,  hanno presenziato il Comandante della Legione Carabinieri "Marche" Generale Fernando Nazzaro, il Comandante provinciale Colonnello Michele Roberti, il prefetto Iolanda Rolllo e il questore Antonio Pignataro, insieme alle massime cariche istituzionali regionali e provinciali e numerosi sindaci del territorio La delibera comunale per l'attribuzione era stata votata all'unanimità lo scorso 30 novembre 2017.  Un conferimento attraverso il quale si è voluto suggellare il forte legame e sentimenti radicati  nella cultura e nella tradizione dei cittadini fiuminatesi nei confronti dell'Arma, evidenziando anche l'importanza del  fare memoria e trarre esempio dalle nobili gesta dei figli più cari del paese, gli eroici carabinieri Alfredo Beni e Alfredo Costantini che, rispettando il  giuramento di fedeltà, hanno sacrificato con la propria vita i doveri del proprio servizio per la salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica. In risalto nell'intervento di apertura del sindaco Ulisse Costantini, proprio l'immagine  di baluardo dell'ordine e della sicurezza pubblica dell'Arma dei Carabinieri che, per la sua peculiare articolazione territoriale che la rende presente in ogni dove su tutto il suolo nazionale, rappresenta un punto di riferimento insostituibile per i cittadini e, in modo particolare per quelli residenti nelle aree interne e nei piccoli centri  "Una peculiarità che anche alla popolazione di Fiuminata- ha detto il primo cittadino- ha assicurato di vivere in un clima di serenità e di sicurezza e con ciò contribuire a creare nei sentimenti di tutti, un legame di stima, gratitudine e riconoscenza." In particolare, come ricordato dal sindaco, la stazione dei carabinieri di Fiuminata, ha dimostrato di essere punto di riferimento, anche nelle diverse competenze di Protezione civile, con uno straordinario impegno assicurato al territorio in occasione degli eventi sismici del 2016 e nell'espletamento dei dedicati servizi d'istituto, svolti nei mesi successivi, garantendo una instancabile attività di assistenza a tutta la comunità, dimostrando un'encomiabile dedizione, altissimo senso del dovere e un sempre solido e continuo presidio del territorio, partecipando attivamente ai servizi di soccorso, di emergenza, di repressione e prevenzione dei reati. 
cerimonia
" Il solido legame che storicamente unisce la nostra comunità alll'Arma- ha continuato Costantini-  è stato consacrato dal sangue di coloro che hanno perso la loro vita per la difesa della patria e della sua legalit à e che in questo nostro amato paese sono nati sono vissuti e si sono donati all'istituzione.  Desidero  inchinare il capo in segno di riverente omaggio alla memoria dei Caduti dell'Arma dei Carabinieri, appuntato Alfredo  Beni e vice brigadiere Alfredo Costantini, figli della nostra generosa terra ; con il loro eroico agire, hanno donato la loro vita  per la nostra difes, per la difesa dei nostri principi democratici civili che hanno fatto e rendono ancora oggi grande la nostra Italia. Icarabinieri sono stati e sono ancora un ponte tra le istituzioni civili e militari, nel supremo interesse della difesa e sicurezza dell'Italia. Essi si sono identificati nei valori nazionali; con elevato spirito partecipativo, si sono  immedesimati alle esigenze della popolazione, divenendo con esse un tutt'uno e riscuotendo unanime plauso e apprezzamento"
"Per noi ragazzi che viviamo oggi in un mondo che ci offre molto in termini di opportunità ed esperienze, ma che al tempo stesso non ci nasconde le sue violenze e le sue atrocità- ha detto il Sindaco dei Ragazzi Simone Recchi - voi carabinieri rappresentate un modello al quale ispirarci, la giusta via e il giusto esempio da seguire. Siete un patrimonio per l'Italia e nei confronti di una piccola comunità come la nostra, che vi deve il suo ringraziamento anche per l'aiuto che avete offerto alla popolazione bisognosa e in difficoltà in occasione degli eventi sismici del 2016. Momenti molto brutti che tutti faremo fatica a dimenticare, ma sapere che qualcuno era ed è qui per proteggerci, ci aiuta a superarli. Beni e Costantini, sono per noi degli eroi, due giovani uomini e carabinieri che hanno affrontato il pericolo con forza e coraggio. Siamo molto orgogliosi di loro perchè, nonostante siano trascorsi molti anni da quei tragici fatti, continuano a rappresentare un modello di legalità e altruismo. Due grandi uomini che soprattutto noi ragazzi, abbiamo il dovere di continuare a ricordare e prendere da esempio, ricordando, ringraziando e celebrando con loro, tutti i Carabinieri che ogni giorno con il loro lavoro e sacrificio ci permettono di vivere in sicurezza e tranquillità. L'Arma dei Carabinieri- ha proseguito Simone, a nome di tutti gli alunni del paese- è una delle istituzioni più solide del Paese e punto di riferimento per tutti. Uomini e donne che per il loro servizio, incarnano valori importanti come l'amore per la patria, la giustizia, l'onestà, la legalità, il senso del dovere, la fede nello stato". 
generale Nazzaro
Dopo la lettura della motivazione da parte del vice sindaco Elisabetta Roscioni, il sindaco Costantini ha consegnato la pergamena onorifica  al Comandante Legione Marche, Generale di Brigata Fernando Nazzaro, dettosi orgoglioso del privilegio concesso all'Arma "un riconoscimento che impegna tutti noi a perseverare  con rinnovato vigore nella tutela dei cittadini e, in particolare, a favore di questa comunità duramente provata dagli eventi sismici".  Un'attribuzione tanto più significativa in quanto segnata dal particolare ricordo che Fiuminata ha inteso dedicare ad Alfredo Beni e Alfredo Costantini, decorati con Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria e, le cui gesta eroiche sono state rievocate dallo stesso Nazzaro. " Un motivo per stringersi con affetto ed emozione ai familiari dei valorosi carabinieri che col loro sacrificio hanno sublimato il loro servizio, insegnandoci che la fedeltà, l'amore per il prossimo e il senso della patria non sono espressione di vuota retorica e di circostanza. Noi tutti vogliamo rinnovarne e custodirne la memoria, perchè hanno tenuto fede al giuramento prestato, fino all'estremo sacrificio della propria vita.  La fulgida testomonianza di abnegazione e dedizione senza riserve ai valori più elevati-ha sottolineato il Generale -  costituisce per tutti noi un esempio e una preziosa eredità che ci impegna a proseguire sulla via del dovere e che ispira l'agire quotidiano di ogni carabiniere" .  In occasione degli eventi del 2016 i carabinieri, insieme agli altri organismi della Protezione civile, della Polizia e delle Forze Armate, hanno assicurato una incessante attività di soccorso e assistenza, rappresentando in tutte le fasi, un punto di riferimento per la collettività e per le autorità, in continuità con il solco della storia dell'Arma che, da oltre due secoli, offre vicinana ai cittadini, attraverso il servizio reso dalle oltre 5500 stazioni, presenti sul territorio nazionale. " Oggi come in passato, le stazioni dei carabinieri danno immediata idea della concretezza e della prossimità dello Stato alle comunità, questo perchè, svolgono un non facile compito di protezione e rappresentano l'immagine di uno Stato che accoglie e che sostiene, tante volte anche con la semplicità dei sentimenti di solidarietà. Ai carabinieri, punto di riferimento sociale  e umano ancora prima che professionale, ci si affida per ricevere un consiglio, un aiuto o anche per soddisfare dei piccoli bisogni non sempre direttamente collegati ai compiti istituzionali, in un rapporto di conoscenza diretta e reciproca, che rafforza la percezione della sicurezza e dà sostanza all'esercizio di una vera e propria funzione di rassicurazione sociale. Un patrimonio di valori faticosamente acquisito in 204 anni di storia che ci impone una profonda riflessione, per verificare ogni giorno che i principi a cui ci ispiriamo, siano immutati nel tempo e continuino a caratterizzare il futuro cammino dei militari dell'Arma, da sempre a fianco degli italiani". 
La cerimonia è poi proseguita con la deposizione di un omaggio floreale sulle tombe dei decorati  e la lettura delle motivazioni del conferimento al valore.  Il vice brigadiere Alfredo Costantini, capoequipaggio di autoradio, intervenuto in un' orificeria dove era in corso una rapina, colpito a fuoco dai rapinatori, benchè ferito non esitò a proteggere le persone ostaggio dei malviventi. Morì dopo 106 giorni il 29 luglio 1983.  Era il 18 maggio 1977, quando l'appuntato Alfredo Beni,  nel corso di un conflitto a fuoco tra malavitosi avvenuto a Porto san Giorgio, visto un sottufficiale cadere sotto i colpi d'arma, si lanciò sparando contro il feritore, attirando sulla propria persona la  furia omicida del criminale. Colpito al cuore, immolò la sua giovane esistenza, martire del dovere e del suo nobile altruismo.  
Carla Campetella
Cimitero autorità
 
Beni
Costantini
 
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In vacanza nel bresciano contrae la legionella. Salvato all’ospedale di San Severino. È quanto successo a Giampietro Morbidoni, barista della pasticceria Compagnucci, a Tolentino che ancora oggi è alle prese per debellare completamente la malattia. 

È tornato a casa con febbre alta e senso di spossatezza, tanto da rendersi necessario il ricovero all’ospedale di San Severino. Dopo i racconti da parte dell’uomo e dei suoi familiari, i medici sono riusciti a capire quale fosse la causa del malessere: la legionella, proprio quell’epidemia che in questi giorni sta colpendo le zone frequentate da Morbidoni durante le sue vacanze. Da lì è iniziata la terapia a base di antibiotico a cui ancora oggi si sta sottoponendo e con un ricovero durato poco meno di un mese.

La legionellosi o Malattia del legionario è una malattia infettiva che colpisce l'apparato respiratorio, causata principalmente dal batterio Legionella pneumophila. Le legionelle, che esistono comunque in una cinquantina di specie batteriche diverse, si annidano nell'acqua e sono trasmesse attraverso l'acqua nebulizzata, per inalazione.

g.g.

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Stava cenando, come di consueto, presso un ristorante della zona quando all'improvviso ha accusato un malore che non gli ha lasciato scampo. E' morto, così, all'interno della sua auto, nel parcheggio del ristorante, Addis Palmucci, 82 anni, uomo molto conosciuto a Treia per essere stato anche per diversi anni presidente dell'Aurora. Titolare in pensione di una ditta di impianti elettrici, lascia le figlie Sonia e Vania, il fratello Ivano e i nipoti jacopo, Filippo, Loris. I funerali si svolgeranno nella chiesa di Passo di treia questo sabato 29 settembre alle ore 10.

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Nell’ambito di una complessa e articolata attività di indagine relativa alla contraffazione e all’uso di documentazione falsa attinente la circolazione stradale, nelle prime ore della mattinata odierna, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Macerata, ha effettuato una perquisizione domiciliare presso un’abitazione sita nel comune di San Severino. Nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria, oltre ai documenti oggetto della ricerca, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestrato circa 1000 proiettili per pistola illegalmente detenuti. Un settempedano si sessantasei anni è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per il reato di illecita detenzione di munizionamento.  

G.G.

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Giovedì, 27 Settembre 2018 17:17

Tolentino, infestazione di termiti al Foro Boario

Nel quartiere Foro Boario è in atto un'infestazione di termiti di terra denominate "reticulitermes lucifugus", rilevata e accertata dal Servizio Fitosanitario Regionale dall'Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche.

Una infestazione che ha interessato anche alcune abitazioni e in particolare uno stabile realizzato in legno causando seri danni alla stessa rendendola inabitabile.

“E’ ovvio – scrive il Comune in una nota -  che se tale situazione dovesse aggravarsi potrebbe causare pericolo per la privata e pubblica incolumità. In questo contesto, per la lotta alle termiti, soprattutto dove l'infestazione evidenzia maggiore gravità, si rende necessario il ricorso a strategie che prevedano l'utilizzo di stazioni di monitoraggio contenenti esche lignee o di cellulosa, da innescare in caso di riscontro positivo della presenza di termiti con prodotti anti termite, a basso impatto verso l'uomo e gli animali e quindi si è ritenuto opportuno e necessario provvedere con interventi di monitoraggio dell'area interessata.

A seguito del monitoraggio – prosegue la nota - è stata rilevata la presenza continua e massiccia delle termiti nelle postazioni di monitoraggio installate e quindi è stata ravvisata la necessità di proseguire con il monitoraggio delle postazioni già installate, nonché l'installazione e monitoraggio di ulteriori circa 50 postazioni, con l'ampliamento della zona stessa di monitoraggio nell'area del quartiere Foro Boario, nonché all'interno del perimetro della Cartiera Tolentino”.

GS

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Si è brillantemente conclusa l'attività d'indagine "Rosa dei Venti", condotta dalla Compagnia Carabinieri di Camerino e diretta dal Procuratore della Repubblica Rastrelli, finalizzata al contrasto dello spaccio di stupefacenti. Tre arresti, due deferiti in stato di libertà, oltre 30 segnalati all'autorità amministrativa come assuntori e recupero di oltre 4 chilogrammi di stupefacente tra marjuana, hashis e cocaina , il bilancio dell'operazione che prende il nome dal fatto che il principale indagato Dranoel Ndoja,cittadino albanese  residente a Castelraimondo e con precedenti specifici in materia di stupefacenti, ha tatuate su collo e mani una "Rosa dei Venti". La chiusura delle indagini ha portato all'esecuzione di 3 ordinanze emesse dal Gip di Macerata e undici perquisizioni personali e domiciliari a carico degli altri indagati.  I dettagli dell'operazione sono stati illustrati dal Capitano Roberto Cara, comandante della Compagnia Carabinieri di Camerino, presente anche il colonnello Michele Roberti, Comandante provinciale dell'Arma. L'attività d'indagine finalizzata alla repressione  dello spaccio  è partita circa un anno fa,  concentrandosi sull'identificazione di L.M. e Ndoja Dranoel, considerati principali attori dello smercio di sostanze sulle piazze di Castelraimondo, Matelica e Camerino. Alle prime attività d'indagine sono seguite ulteriori iniziative investigative, utilizzando anche supporti tecnici  quali, intercettazioni telefoniche e monitoraggio Gps posizionato sulle auto dei sospettati, che hanno consentito di rafforzare il quadro indiziario dei due,  confermando le ipotesi investigative e fornendo anche utili informazioni circa il coinvolgimento di ulteriori soggetti nelle attività illecite. Le attività di indagine condotte dai militari della Compagnia di Camerino, hanno portato al sequestro di oltre 4 chili di marijuana e hashish e circa 50 grammi di cocaina. Le operazioni finali condotte stanotte tra le province di Macerata e Fermo, con l'impiego di 60 militari e 15 auto,  hanno prodotto l'arresto di due degli indagati destinatari del decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Macerata . Si tratta di Carlo Raimondi trovato in possesso  di 50 grammi di marijuana e hashish e materiale per confezionare le dosi e, Michal Radejovsky, trovato con 50 grammi di marijuana, entrambi con precedenti specifici di polizia.  Denunciati anche S.P. incensurato, che deteneva in casa 50 grammi tra marijuana e hashish e T.R. nella cui abitazione sono stati trovati circa 200 grammi di semi di canapa, una pianta di marijuana e circa 5 grammi di hashish. Altre 30 persone, residenti nell'entroterra maceratese, per i provvedimenti del caso, saranno segnalate alla competente autorità amministrativa come assuntori.  " Andare a disarticolare un'organizzazione di spacciatori in un territorio che conta poche migliaia di abitanti, benchè non possa del tutto mettere la parola fine a quella che è la problematica legata agli stupefacenti- ha detto il Capitano Cara- rappresenta comunque un forte segnale di cui siamo orgogliosi ".  Da parte sua, il Comandante provinciale dell'Arma Col. Michele Roberti, nel complimentarsi con i Carabinieri di Camerino per il loro eccellente operato, nonostante il disagio di vivere e lavorare negli angusti spazi di moduli provvisori, ha voluto evidenziare come i militari stiano comunque trovando una motivazione maggiore per poter garantire un territorio con quei principi di legalità che consentono poi anche una ripartenza serena, del tessuto sociale ed economico colpito dal terremoto. " La mia presenza- ha detto il Col. Roberti- un motivo per ringraziare i Carabinieri di Camerino. Molti dei militari, sono ragazzi e, nonostante le condizioni di disagio in cui vivono e svolgono il loro lavoro ormai da due anni, hanno anzi acquisito la consapevolezza che è loro richiesto un impegno maggiore, in una fase del post sisma dove più alta deve essere l'attenzione ai fenomeni criminosi ma  anche a tutto quello che può essere correlato alla ricostruzione". 

C.C.

Nella foto sotto, da sinistra: il Luogotenente Ventrone, il Colonnello Roberti e il Capitano Roberto Nicola Cara

conferenza stampa Rosa dei Venti

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Cinture, smartphone e seggiolini in auto. La polizia locale di San Severino intensifica la presenza in strada e i controlli alla circolazione, in particolare in prossimità delle scuole, per aumentare la sicurezza dei pedoni ma anche dei trasportati e degli automobilisti. 

Il Comando settempedano a tale proposito ricorda che i recenti aggiornamenti al Codice della strada hanno introdotto nuove sanzioni per chi usa uno smartphone durante la guida. Oltre a quelle pecuniarie ealla decurtazione di punti, si può infatti arrivare al ritiro immediato e alla sospensione della patente da 1 a 3 mesi se la stessa violazione avviene durante i due anni successivi alla prima multa. 

Sanzioni sono anche previste per chi non fa uso dei seggioloni per bambiniTalvolta nei tragitti da e per la scuola capita che le mamme e i papà che accompagnano i piccoli li lascino accomodare semplicemente susedilposteriori ma questo è estremamente pericoloso, anche all’interno del centro urbano e si rischia di esporre i piccoli a gravi conseguenze. Il rispetto delle norme, in molti casi, può significare salvare vite umane. Particolare attenzione verrà infine prestata anche per l’uso delle cinture di sicurezza sia sulla viabilità urbana che su quella extraurbana di competenza comunque della Polizia Locale.

g.g.

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Due attività sospese per ricorso al lavoro sommerso: un cantiere edile sequestrato e cinque lavoratori in nero, di cui due clandestini.

Dopo la denuncia pubblica, avvenuta ieri, da parte dei sindacati di Cgil-Filea di Macerata sulle irregolarità nel cantiere del Campus Unicam, notizia di oggi è che lo scorso 26 settembre l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Macerata e il Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro hanno condotto un’importante attività di contrasto al lavoro sommerso e irregolare e allo sfruttamento della manodopera clandestina, con l’ausilio del Comando Carabinieri di Camerino.

In particolare sono stati ispezionati il lotto 5 e 6 del cantiere edile situato all’interno del Campus Universitario dell’Università di Camerino, denominato “Nuovo Studentato Unicam”, inaugurato lo scorso 6 agosto.

L’operazione ha avuto esiti rilevanti e fornisce un chiaro segnale nell’ottica delle mirate azioni di contrasto al lavoro nero ed allo sfruttamento della manodopera clandestina sui cantieri edili delle zone terremotate.

Sono state rinvenute cinque aziende e si è proceduto alla sospensione dell’attività per due di esse, entrambi operanti nel settore edile, con provvedimento di sospensione per utilizzo di personale irregolarmente occupato.

Sette soggetti sono stati denunciati per reati inerenti la normativa del lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro e lo sfruttamento di manodopera clandestina.

In particolare, durante l’accesso ispettivo sono stati identificati, dopo aver tentato di fuggire e di nascondersi, cinque lavoratori in nero di etnia russa e marocchina, costretti a lavorare senza le protezioni individuali. Due di essi avevano addirittura ricevuto un decreto di espulsione dall’Italia.

Al termine dell’ispezione, la Procura di Macerata ha disposto il sequestro preventivo del lotto 5-6 del cantiere di Camerino per gravi violazioni in materia di sicurezza e per utilizzo di manodopera clandestina.

Sono state contestate violazioni sulla sorveglianza sanitaria obbligatoria, sull’assenza di coordinamento per la sicurezza in esecuzione e sulla mancata informazione e formazione.

Complessivamente sono state fatte sanzioni per un totale di 21.213 euro e sanzioni amministrative per ulteriori 18.926 euro.

g.g.

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Il suono delle sirene ha squarciato il silenzio di un centro, quello di Camerino, ormai da due anni quasi disabitato provocando allarme e curiosità in tutta la città. Una vasta operazione antidroga, infatti, è in corso di esecuzione da parte dei carabinieri della Compagnia di Camerino, che sta interessando anche i centri limitrofi di Castelraimondo, Matelica, Pioraco, e i centri di Tolentino e Fermo. Fin dalle prime luci dell'alba i militari hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni di persone sospettate, forse anche qualche studente, e sembra siano stati effettuati anche alcuni fermi. I dettagli dell'operazione e i risultati raggiunti, saranno resi noti nelle prossime ore dal comandante della Compagnia di Camerino Roberto Cara nel corso di un incontro con la stampa.

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